Arancini (o Arancine) di Riso

Omaggio alla Sicilia! 🙂
Tra le tante meraviglie gastronomiche cui questa regione dà i natali ce n’è una che amo particolarmente: gli arancini di riso.

Il loro nome deriva dai colori e dalla forma che ricordano appunto le arance. È proprio perchè arancia è femminile, nella zona più occidentale della Sicilia vengono chiamate “arancine”; tuttavia in dialetto siciliano la declinazione al femminile della frutta non è sempre certa, infatti l’arancia è l'”aranciu”. Pertanto rimane ancora dibattuto se il nome preciso di questa specialità sia arancine o arancini.

Pare che gli arancini siano stati esportati dagli arabi che avevano l’abitudine di consumare riso allo zafferano, arricchito con sugo e aromatizzato con erbe.
Ma l’origine della panatura si fa risalire alla corte di Federico II, come esigenza di conservazione del riso e del suo condimento e per facilitarne il trasporto nei viaggi o nelle battute di caccia. Quindi sembra che gli arancini siano nati come cibo d’asporto.

Per tradizione, il 13 dicembre di ogni anno, per la ricorrenza di Santa Lucia, a Palermo ci si astiene dal consumare cibi a base di farina mangiando “arancine” di ogni tipo (col ragù, col burro o agli spinaci).
Attualmente si contano circa un centinaio di varietà di arancini che vanno dal più tradizionale, al ragù, fino ad arrivare ai più originali al pistacchio di Bronte o al nero di seppia e ancora quelli dolci, per esempio, con ripieno di crema di gianduia.

Qui vi propongo la ricetta di quelli al ragù!

INGREDIENTI per 10 arancini circa:
500 g di riso dai chicchi piccoli e collosi (originario, vialone nano);
1,2 lt di acqua;
Una bustina di zafferano;
100 gr di burro;
Sale.

Per il ripieno:
1/2 cipolla;
150 g di manzo o maiale macinato;
250 ml di passato di pomodoro;
100 g di piselli;
Olio e.v.o.;
50 ml di vino rosso;
Sale e zucchero.
Formaggio a pasta filata a cubetti o mozzarella.

Per la panatura:
Un uovo;
Farina q.b.
Acqua q.b.
Pangrattato.

Olio di semi per la frittura.

PREPARAZIONE:
Cuocete il riso in acqua salata (1,2 lt di acqua è il quantitativo che verrà completamente assorbito dal riso in cottura dandogli la giusta compattezza). A fine cottura aggiungete lo zafferano sciolto in poca acqua e il burro. Amalgamate bene il tutto e mettete il riso a raffreddare completamente su una teglia ampia o un vassoio.

Intanto dedicatevi al ragù.
Soffriggete con l’olio mezza cipolla finemente tritata, aggiungete il macinato, lasciatelo rosolare e sfumate bene col vino rosso. Aggiungete il passato di pomodoro, mezzo cucchiaino di zucchero per contrastarne l’acidità, e a metà cottura i piselli e il sale. Se necessario aggiungete un po’ d’acqua tenendo in considerazione che il risultato dovrà essere un sugo ben rappreso e non liquido.

Mentre il sugo termina la cottura, tagliate a cubetti il formaggio (o la mozzarella). Un quantitativo necessario a inserire un paio di cubetti in ogni arancino.

Preparate anche la pastella con l’uovo, la farina e l’acqua. Aggiungere l’acqua gradualmente. La pastella dovrà essere abbastanza liquida.

Sul piano da lavoro predisponete il riso, il sugo in una ciotolina, il formaggio a cubetti, il contenitore della pastella, quello del pangrattato e un vassoio su cui disporre gli arancini pronti.

Adesso è tutto pronto per creare queste delizie!

Prendete del riso (circa due cucchiai) e appiattitelo sul palmo della mano, formate una piccola conca che riempirete con un cucchiaino di ragù e qualche cubetto di formaggio, coprite con dell’altro riso e modellate l’arancino, tondo o a punta, come preferite.
Tenendo l’arancino con una mano irroratelo con qualche cucchiaio di pastella e passatelo delicatamente tra le mani per non lasciare punti in cui la pastella non abbia preso. Rotolatelo bene nel pangrattato e posizionatelo sul vassoio. Procedete fino ad esaurimento degli ingredienti.

Portate l’olio alla giusta temperatura (circa 180°) e friggete gli arancini finchè non saranno belli dorati. Scolateli, poneteli su un vassoio foderato di carta da cucina e consumateli caldi.

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