La ‘nduja

La ‘nduja (non ‘nduia!) è uno tra i più famosi prodotti alimentari tipici calabresi. Si tratta di un salame morbido, Ìo, molto piccante, originario del Monte Poro: il comune che gli dà i natali è Spilinga (VV), ma quest’insaccato è prodotto in un’area più vasta che comprende molti comuni del vibonese.
Il nome ‘nduja deriva dal francese “andouille”, ovvero “salsiccia”, pur non essendo tecnicamente una vera e propria salsiccia.

Le due caratteristiche principali della ‘nduja sono la colorazione rosso intenso, dovuto alla massiccia presenza di peperoncino, e una consistenza che rimane morbida anche dopo la stagionatura.

Originariamente la ‘nduja era un alimento povero, preparato con le parti meno nobili del maiale (interiora, polmoni, trippa), ma nel tempo sono state destinate alla produzione della ‘nduja anche le parti più pregiate: le carni vengono tritate, impastate con sale e peperoncino di qualità ( in Calabria con certe cose non si scherza!) e insaccate in uno spesso budello naturale. La ‘nduja subisce, poi, una leggera affumicatura e la stagionatura per alcuni mesi.

La ‘nduja è ideale da consumare, leggermente scaldata, spalmata sul pane, magari tostato, ma può essere utilizzata come condimento per la pasta, sulla pizza o per tutte le preparazioni che la fantasia suggerisce! Sicuramente il suo gusto caratteristico darà una sferzata ai vostri piatti, con benefici per il sistema cardiocircolatorio.

Come accade per molti prodotti tipici, la ‘nduja sta divenendo sempre più una sorta di “marchio” di riconoscimento calabro nel mondo. Questo avviene, in parte,  grazie al turismo e, in parte, è frutto della passione per le proprie origini che uomini e donne, che vivono e lavorano fuori dai confini italiani, trasmettono. Così come nel caso dello chef calabrese, Francesco Mazzei, che con la ‘nduja ha conquistato Londra.

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